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LAPEC prime impressioni dopo il convegno di Lecco.

Il panorama italiano lo ha tratteggiato acutamente e impietosamente il prof. Spangher. A parere dell' l'illustre studioso non c'e da essere ottimisti : la sentenza che sanziona l'abuso del diritto, la mancanza di sanzioni processuali per il PM che ritarda la iscrizione della notizia di reato e ciò' nonostante svolge indagini nei confronti di una persona che (poi) sarà' indagata, il difensore che e' pubblico ufficiale quando svolge indagini, le investigazioni difensive che non hanno una dignità' pari a quelle indagini che svolge il PM ( o spesso la PG), gli obblighi deontologici che diventano regole processuali ( il secondo difensore ha l'obbligo di avvisare l'altro difensore della notifica relativa alla udienza che interessa entrambi) , l'applicazione della norma che esclude la presenza fisica del difensore nel corso della udienza camerale, la possibilità' di avere una imputazione " fluttuante" e così via dicendo. Il momento non e' esaltante , ma altri hanno ricordato che, grazie anche al Lapec qualcosa si e' mosso, ad esempio in tema di esame e controesame. Ora, in tale settore, finalmente si sta facendo strada una cultura diversa : le domande suggestive il Giudice non le può e non le deve fare e la Giurisprudenza sta cominciando a muoversi in tal senso. CI vorrebbe una cultura diversa , purtroppo il Giudice deve motivare e quindi " tende" ad avere quante più informazioni possibili dal processo, il legislatore formula norme contorte, e poi i rigurgiti inquisitori sono difficili da eliminare sopratutto quando i mass media continuano a credere e far credere che la sicurezza passi attraverso il processo e non, invece e più correttamente, attraverso la prevenzione dei reati. L' avv . Randazzo si e' , tuttavia, dichiarato ottimista perché' sa , da avvocato, che per noi nulla e' facile ed in ogni aula, ogni giorno, ci sono difensori che operano e argomentano in difesa dei diritti del cliente, nella consapevolezza di avere dalla sua parte ( cioe' dalla nostra) la forza di idee irrinunciabili: quelle che rinvengono dai principi del diritto di difesa e del giusto processo. Il Presidente Ricchetti si E' , invece, dichiarato realista e ha ricordato che bisogna distinguere caso per caso sottolineando che la Suprema Corte e' intervenuta in materia di contestazioni a catena, quando cioe' e' apparso evidente che qualcuno abusava della procedura cautelare. Lo stesso ha itenuto " scandaloso" il poter riconoscere la possibilità di modificazione sostanziale della imputazione. Pessimisti, ottimisti o realisti? il quadro e' variegato e complesso. Ma la via maestra l'ha tracciata lo stesso Spangher : l'Europa. Ricorrere alla CEDU per vedere affermati quei diritti che in Italia stentano a trovare spazio perche' osteggiati dall'inquisitorio , perché' ostacolati da un vecchia cultura che tarda a scomparire. Come avvenuto nel caso Drassich, come avvenuto nel caso Dorigo.

Articolo scritto da: Avv Filippo Castellaneta il 16/06/2012
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